NATALE ZERO WASTE: 4 DRITTE SOTTO L’ALBERO!

Un altro dicembre è arrivato e con esso il periodo del Natale, in cui l’eccesso la fa da padrone. In Italia
soprattutto, la tradizione vuole che ci siano cibi e leccornie in abbondanza ed è sempre più preoccupante il crescente tasso di spreco e consumo di questo momento dell’anno. Da un’indagine sui consumi del Natale 2019 emerge che sono finite nella spazzatura oltre 500.000 tonnellate di cibo, costate circa 80 euro a famiglia, che hanno contribuito anche ad una significativa impennata del livello di inquinamento dal
momento che ogni tonnellata di rifiuti alimentari produce 4,2 tonnellate di CO2.

E non parliamo solo di sprechi alimentari che forse, visto il momento particolare e l’invito ad un Natale più
sobrio con divieto di tavolate numerose, nel 2020 saranno in parte ridotti. Il problema maggiore potrebbe
essere un altro: si stima che quest’anno, date le molte limitazioni agli spostamenti, la maggior parte dei
regali natalizi verrà acquistata online pesando sul traffico merci e provocando un ulteriore picco nel livello
di inquinamento atmosferico. Queste celebrazioni natalizie hanno così un effetto dannoso sul pianeta di cui
stiamo consumando le risorse a tempo di record, ogni anno sempre di più.

Bisogna cominciare a essere più sensibili e consapevoli in questo periodo così delicato in modo da non
gravare ulteriormente sull’impatto ambientale. A partire dalla scelta degli addobbi, l’illuminazione, il cibo, i
regali, sono tante le pratiche sostenibili che possono essere messe in atto per ridurre gli sprechi alimentari
ed energetici. Non è necessario rinunciare all’atmosfera natalizia e al calore familiare per trascorrere un
Natale un po’ più ecologico.

Alcune pratiche che si possono mettere in atto:

L’albero di Natale

Partiamo da lui, il famigerato re del Natale, l’albero. Ogni anno si apre la diatriba su quale sia la
soluzione più sostenibile, se abete naturale o artificiale. Una risposta non c’è, se non che dipende
da diversi fattori, primo tra tutti le abitudini di vita dell’acquirente.
Se abitiamo in una casa col giardino, in una zona climatica adatta, sarebbe preferibile comprare un
abete vero, che una volta terminato il periodo natalizio, possiamo piantare e far crescere anno
dopo anno. Altra soluzione sostenibile è acquistare un albero in vaso, presso un vivaio o un
coltivatore di abeti, che al termine delle feste natalizie, si riprenderà l’albero e lo pianterà
nuovamente. Se si acquista un albero ceduo (senza radici) si può avviare a recupero con la raccolta
differenziata dello scarto verde del Comune di residenza. Potrà essere avviato a recupero in un
impianto di compostaggio, restituendo energia alla terra sotto forma di compost, un concime
organico.

Naturalmente non per tutti la scelta dell’abete vero è praticabile quindi si preferisce l’albero finto,
che non è per forza una cattiva soluzione; diventa anch’essa sostenibile quando l’albero comprato
viene riposto con cura e riutilizzato per anni, fino all’usura totale, e una volta arrivato il momento di cambiarlo, verrà riciclato per fare altre decorazioni per la casa. Oppure optare per la creazione di
un albero con materiali riciclati come panno lenci, tappi di sughero, carta inutilizzata, etc.

L’illuminazione

Lo sappiamo che il Natale senza lucine e lucette non è Natale, quindi ad esse non possiamo proprio
rinunciare. Possiamo però optare per quelle con consumo energetico ridotto come quelle a LED, ad
esempio, che consumano l’80% di energia in meno rispetto a quelle tradizionali, hanno vita
lunghissima, alta efficienza e basso impatto ambientale. Bisogna inoltre sempre assicurarci che le
luci siano a norma, in modo da non essere pericolose, e che abbiano la marcatura CE e logo RAEE
per il corretto smaltimento. Una volta adottate soluzioni a basso consumo e sicure, vale anche la
regola del buon senso: non c’è bisogno di tenere accese le lucine dell’albero o del presepe che
brillano vicino al divano quando siamo fuori casa e nessuno può goderne.
Anche le grandi città come Roma e Milano scelgono luci a basso impatto per le decorazioni dei loro
alberi natalizi; seguendo i canoni della sostenibilità, quest’anno a svolgere il ruolo di Spelacchio,
l’Abies nordmanniana romano, è stato scelto un esemplare di circa 23 metri di altezza certificato
FSC (e quindi conforme agli standard ambientali) e illuminato con 100 mila luci a LED.

I regali

I regali sono un tema scottante perché quando scegliamo cosa regalare alle persone a cui vogliamo
bene cerchiamo sempre di esaurire i loro desideri e questi spesso non vanno di pari passo con la
sostenibilità. È naturale che per il regalo di Natale, presentandosi una volta l’anno, non si badi a
spese e all’eco-friendly quando si deve far felice qualcuno, e non è possibile consigliare la soluzione
migliore da adottare. Si può però cercare di essere sostenibili preferendo i negozi locali e i brand
made in italy che seguono questi principi, rispetto alle grandi multinazionali.

Certo è che, a prescindere dal contenuto del regalo, si possono seguire piccoli accorgimenti per
rendere i pacchetti natalizi un po’ più sostenibili, utilizzando ad esempio materiali riciclabili per
l’impacchettamento. La maggior parte delle carte da imballaggio purtroppo non è riciclabile e
dobbiamo essere noi stessi a cercare delle alternative valide per ridurre lo spreco, ad esempio
utilizzare la classica carta da pacco marrone (che può essere anche esteticamente bella) o i fogli dei
quotidiani, decorati poi con un filo di spago e qualche bacca essiccata o rametti profumati.
Un’altra opzione davvero elegante e sostenibile è cimentarsi nell’antica tecnica giapponese del
Furoshiki: stiamo parlando dell’arte di avvolgere i regali in un panno, sciarpa, foulard o qualsiasi
altra stoffa di forma quadrata. Facilissima da mettere in atto, creando un solo nodo coi quattro
angoli della stoffa, è davvero un’idea originale e con un‘aura esotica che stupirà i vostri amici
(anche in base al tipo di tessuto più o meno prezioso che sceglierete).

Il cibo

Anche riguardo il menù che ci accompagna durante i cenoni natalizi non si scherza. Ognuno ha la
sua tradizione e predilige determinati cibi per festeggiare ed è giusto così, ma ci sono delle piccole
soluzioni che possiamo adottare per rendere anche questo aspetto più sostenibile. Primo tra tutti
stare attenti agli sprechi: inutile acquistare cibo in abbondanza per poi non consumarlo, meglio
pianificare gli alimenti e comprare, ove possibile, prodotti biologici e locali che garantiscono una
filiera corta e più sostenibile a livello economico e di inquinamento.

Altro accorgimento (valido per tutto l’anno naturalmente) è riutilizzare. Non buttare gli avanzi ma
piuttosto cercare ricette anti-spreco per riciclarli o, ancora più nobile, donare tutto quello che non
riusciamo a consumare perché ci sono sempre tante persone che invece ne hanno bisogno e non
hanno la fortuna di vivere le feste natalizie in modo accogliente. Sono tante le iniziative in Italia per
il recupero e la ridistribuzione delle eccedenze alimentari in cooperazione con strutture no-profit o
servizi sociali.

Vivere il Natale in maniera più sostenibile passa sicuramente attraverso delle buone pratiche da mettere in
atto ma andrebbe vissuto anche come un momento di riflessione riguardo la propria persona e le azioni che ogni giorno compiamo per la salvaguardia del pianeta. Se dovessimo renderci conto che non sono ancora abbastanza, questo periodo di raccoglimento è il momento perfetto per stilare, tra le varie liste di buoni propositi, anche una a tema “green” con piccole accortezze che possano pian piano entrare a far parte della nostra quotidianità.