MODA SOSTENIBILE: GREEN IS THE NEW BLACK

All’inizio del XXI secolo la moda sostenibile era un concetto ancora astratto e parlando di abiti vegan la
prima immagine che tutti si figuravano era l’uomo vestito con solo una foglia di fico o un sacco di juta, ma
col passare del tempo tutto è cambiato.

Il green fashion è oramai sulla bocca di tutti e gli stessi consumatori sono diventati più consapevoli, tanto
da non limitarsi più solo all’acquisto di bei vestiti ma desiderosi di conoscerne la provenienza e di sapere
quanto il capo che indosseranno abbia contribuito a deteriorare le condizioni ambientali del pianeta.
La moda è infatti la seconda industria più inquinante al mondo, utilizzando ogni anno 93 miliardi di metri
cubi di acqua ed emettendo il 10% del bilancio di carbonio e l’8,1% di gas serra. Numerosi componenti
presenti nei tessuti utilizzati per la creazione degli abiti sono tossici per l’ambiente e le persone. Da diversi
anni a questa parte si sta cercando di sensibilizzare la popolazione sull’argomento e trasformare il settore
tessile per renderlo più sostenibile e tale da non incidere troppo sull’inquinamento.

Ma in che modo questo è possibile?
Sono tanti i brand di moda che si stanno adeguando al cambiamento verso l’ecosostenibilità, utilizzando
materiali riciclati, fibre naturali e biodegradabili e una filiera volta a minimizzare gli sprechi, l’inquinamento
e anche lo sfruttamento dei lavoratori, che non va assolutamente lasciato in secondo piano.
Sono nate delle certificazioni ambientali applicate al settore moda che garantiscono l’utilizzo di sostanze
chimiche non dannose per l’ambiente, sia in fase di coltivazione di una pianta, come il cotone, sia durante
la filatura del tessuto e in tutte le successive lavorazioni, fino ad arrivare al prodotto finito e
commercializzato.

Ma per essere certi che un brand sia davvero sostenibile, oltre a verificare che abbia tutte le certificazioni
necessarie o utilizzi materie prime riciclabili, bisognerebbe stare attenti anche ad altri fattori, come il prezzo di vendita o il codice etico dell’azienda, su cui spesso incide lo sfruttamento o meno dei lavoratori che hanno prodotto quei capi.
Una grande prova di sostenibilità è il riciclaggio degli interi indumenti, che nonostante stia prendendo
piede, rimane una pratica ancora poco diffusa dal momento che la maggior parte degli abiti, soprattutto
quelli economici e di bassa qualità, non sono composti al 100% di un unico materiale, ma leggendo le
etichette vediamo che sono formati da fibre miste come cotone-acrilico o poliestere, molto difficili da
separare e riciclare a basso costo.

Adesso un’altra domanda sorge spontanea: l’eco può essere considerato cool?
A quanto pare sì, anzi più si è sostenibili più si è di tendenza e oramai è caccia a chi lancia la linea più green.
Possiamo citare alcuni famosi brand che hanno adottato questo nuovo approccio come Gucci, Stella
McCartney, Patagonia, H&M ma anche realtà più piccole e meno conosciute, tra cui diverse sono made in
Italy. Sono nati addirittura siti come “Goodonyou” e “Il Vestito Verde” che fanno da grandi database di
brand ecosostenibili ed etici; qui è possibile selezionare capi biologici, vegani e handmade, in modo da
soddisfare ogni tipo di richiesta e rendere lo shopping consapevole un’esperienza piacevole e semplice.

Un’altra pratica molto ecosostenibile e diventata negli ultimi anni davvero cool è l’acquisto di capi vintage,
che altro non è che il riutilizzo di abiti in buone condizioni ma usati, per la vendita dei quali si organizzano
dei veri propri eventi che richiamano frotte di persone alla ricerca di occasioni. Perché ormai si sa che
andare in giro sfoggiando quella giacca simbolo degli anni ’80 o i pantaloni a zampa di elefante rubati
dall’armadio della mamma ci rende più fashion dell’indossare l’ultimo modello di Nike appena uscito.

A diffondere il verbo di una moda più “green = cool” contribuisce anche il mondo dei vip. Sono sempre di
più le celebrities che hanno cominciato a dare importanza alla questione tramite i loro canali social e ad
indossare in prima persona capi eco-friendly. Nel 2009 è nata una campagna di moda sostenibile globale, la Red Carpet Green Dress (RCGD), concepita da Suzy Amis Cameron durante il press tour di Avatar, film del marito James Cameron, per creare consapevolezza su questo tema. Da oltre 10 anni coinvolge istituti di
design in tutto il mondo e collabora con marchi globali per fornire prodotti sostenibili sul mercato, oltre a
sfidare gli stilisti, in occasione degli Annual Academy Awards, a vestire con un abbigliamento più
responsabile le star che sfilano sul tappeto rosso.